Finale, ancora Benetton contro Calvisano. Ma il Super Ten nostrano non è poi così male…

Messo in ombra dall’irresistibile appeal della Nazionale azzurra, snobbato dal grande pubblico e dai media, il Super Ten nostrano riscopre nei mesi della bella stagione di avere ancora un suo personalissimo fascino e tante storie da raccontare. Si risveglia la passione nelle piazze storiche e nei piccoli campanili che più di recente hanno scelto il rugby come sport di elezione, con uno strascico di polemiche (vedi Petrarca e la moviola) che aggiunge sale a due semifinali combattutissime, di fronte a tribune finalmente piene.

nitoglia“Think globally, play locally”: forse dovrebbe essere questo, in fin dei conti, lo slogan per lo sviluppo futuro della palla ovale nel paese. Sì azzurri e Sei Nazioni, ma anche e sempre radici ben salde sul territorio. E per la terza volta il Super Ten nostrano targato Groupama consuma il suo atto decisivo al Brianteo di Monza, questo pomeriggio alle 17,15 (diretta Sky Sport 3, arbitro Damasco).

Al di là dell’equilibrio che mai come quest’anno ha dominato il torneo, le protagoniste della finale saranno più o meno le stesse di sempre, cioè Benetton e Calvisano. La Lega Rugby punta al tutto esaurito, sulla scia del boom per la palla ovale, ma 18.000 spettatori per il campionato italiano restano un traguardo ambizioso, tanto più se il set si trova lontano dal Veneto. Certo comunque che lo sforzo promozionale da parte dell’organizzazione è stato notevole. Pronostico? A partire favorita questa volta è Calvisano, non ci piove. I lombardi sono approdati in finale navigando di bolina, protagonisti di uno strepitoso finale di stagione regolare anche se poi costretti dal Petrarca a qualche imprevisto affanno in semifinale.

brendan williamsL’andatura del Benetton è stata invece senza spunti ma autoritaria e consapevole, come quella di un’affidabile berlina. Più volte è sembrata sfuggire di mano ai biancoverdi la finale, e con essa la qualificazione all’Heineken Cup ed i money e il prestigio che ne conseguono. Prima nel delicato periodo post-Sei Nazioni, quando Franco Smith si è ritrovato sguarnito nel midfield a causa degli infortuni ad Heidtmann e Goosen e delle bizze di Mauger. Se l’ex All Black, ceduto al Toulon, ha fatto in tempo a giocare proprio la partita della matematica promozione dei rossoneri nel Top14, Treviso ha intanto già ingaggiato due centri per l’anno a venire, l’inglese degli Wasps Fraser Waters e il promettente Marco Neethling, entrambi sudafricani di nascita (tanto per cambiare…). Poi nella semifinale di ritorno a Monigo, a tempo già scaduto, una prodezza dalla piazzola dell’ex Pilat regalava la finale al Viadana: era una magia di Brendan Williams, all’ultimissimo pallone giocabile, a riportare invece il Benetton sulla via di Monza (nella foto, “Dingo” festeggiato dai compagni).

Treviso quindi dalle mille risorse, capace di superare anche i momenti più difficili (le complesse strutture di gioco volute da Smith non sono mai sembrate completamente metabolizzate), aggrappandosi al talento delle individualità e al sacrificio a capo chino della “working class” del pacchetto. Treviso che ha carattere ed esperienza di vittoria. Ne ha fatto le spese Viadana l’anno scorso.

E Calvisano sa bene che non ci potrebbe essere avversario peggiore in una partita secca come la finale. Perdipiù i lombardi devono rinunciare per infortunio al loro faro Fraser e ad uno dei migliori emergenti del torneo, Cittadini. Al trevigiano Paolo Buso (cresciuto nel Paese, ma mai passato per il Benetton) la responsabilità di guidare Calvisano con la maglia numero 10.

Leave a Reply