Sette giorni di cattivi pensieri. Ma quel drop di Marcato…

Da domenica a domenica, sono stati sette giorni pieni pieni di rugby. Ed anche sette giorni di cattivi pensieri, come titola la sua rubrica Gianni Mura su Repubblica. Quel drop di Andrea Marcato (ma mettiamoci anche le risate di un pranzo con le glorie del San Donà: veraci ambienti da palla ovale) è stata però un’emozione che ha scacciato vai ogni dubbio: fioi, il rugby resta lo sport più bello del mondo.

fra-ita-per-blog2.jpgCominciamo da Parigi. Penultima del Sei Nazioni, Stade de France sempre un bell’impianto anche se un po’ freddino rispetto ai templi anglosassoni. La Marsigliese fa sempre venire i brividi: lo senti che dietro c’è davvero un popolo, un paese. La Francia però schiera contro di noi una sorta di seconda squadra, e regala migliaia di biglietti per riempire lo stadio. Siamo sempre i figli di un dio minore. Giochiamo male ma teniamo testa ai francesi. Quando però Lievremont decide che è ora di smetterla con gli esperimenti, inserisce qualche vecchia volpe come Bonnaire, Clerc e Traille e la sfida finisce. La prova degli azzurri mi lascia con un senso di impotenza. La Francia resta lontanissima, al di là del punteggio finale.

itaunder20.jpgVenerdì sera a Mogliano, Italia-Scozia under 20. Con il boom interesse attuale spesso mi viene da pensare che qualcuno ha un po’ perso la testa. Me lo chiedo anche venerdì, quando vedo i prezzi dei biglietti: 15 euri (che diventano 17 con i simpatici diritti di prevendita) per un posto in piedi, 26 per un posto a sedere! Per una partita di under 20?!?! E lasciamo stare il fatto che la coda al botteghino sia di una ventina di minuti… La partita non è brutta. Fisicamente l’Italia è decisamente superiore, è anche ben schierata in campo, ma non riesce ad imporsi perchè gli scozzesi hanno maggiori capacità individuali (le famose skills) e sono più furbetti, sentono meno la pressione. Alla fine la spuntiamo noi, con un calcio di Bocchino. Cognome infelice, ma bel giocatore.

marcato rugbySabato gli azzurri alla tivù. Che gioia, tanto più che a confezionare il pacchettino è Andrea Marcato, un ragazzo dei nostri. E poi il drop è un gesto tecnico fantastico, difficilissimo (avete mai provato?) e indifendibile: guarda la faccia del ciccio scozzese sull’esecuzione di Marcato, e la disperazione di Parks nel tuffo. Serve a niente, se l’apertura si mette a zero, contro il drop non puoi difendere (ma quella che ha portato al calcio di rimbalzo di Marcato non sembrava un’azione molto pianificata a tavolino…). Altro cattivo pensiero, però: il livello tecnico di questo Sei Nazioni è stato bassissimo. Niente a che vedere che la rudezza di certe partite di Heineken Cup o dei campionati inglesi e francesi. Tanto per fare fantarugby, temo che l’Italia contro il Leicester rischierebbe di prendere 30 punti… Non a caso il Galles ha fatto il grande slam selezionando il blocco dei giocatori degli Ospreys.

italia under 18Domenica, infine, Italia-Romania per gli Europei under 18 a San Donà, una delle capitali del rugby, quello vero, autentico e sano dei bei tempi. Nel pranzo pre-partita, trascinati da “Caio” Benetton, le glorie biancazzurre si esibiscono in un paio di esilaranti canti da spogliatoio dedicati alla sindachessa di San Donà. Poi gli azzurrini fanno bene contro la Romania, avversaria comunque determinata e fisica (foto di Anna Midena). Altro nome da segnare: Tommaso Benvenuti, apertura-centro-estremo del Benetton.

One Response to “Sette giorni di cattivi pensieri. Ma quel drop di Marcato…”

  1. Tomma Says:

    grande elvis in versione mura!

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