Mondiali ricchi di sorprese ma bruttini. Il XV dell’Equipe. Kirwan vuole il drop da un punto. Vola Ngwenya

il-diario-dei-mondiali.jpg Cala il sipario su una World Cup mai così ricca di sorprese, ma in fondo piuttosto brutta quanto al gioco espresso. Semifinali e finale (quella per il terzo posto non la considererei una partita vera, anche se Francia e Argentina se le sono date di santa ragione) non sono state certo partite memorabili, onestamente in un certo senso ho trovato più divertente la prima fase. L’evoluzione del rugby verso una fisicità esasperata non ha certo giovato alla spettacolarità e mai si era visto un Mondiale così povero di creatività e di genialità, e con così poche mete nei match decisivi.

I francesi gongolano per il boom del rugby: gli stadi francesi sono stati riempiti al 94% (non così le partite di Edimburgo e Cardiff) e la semifinale contro l’Inghilterra ha avuto un ascolto televisivo record di oltre 18 milioni di spettatori. Ma l’altro lato della medaglia è la commercializzazione sfrenata che ha ormai coinvolto anche il nostro sport. Di fronte ad eventi come la partita di calcio post Nuova Zelanda-Portogallo e di fronte all’appeal delle acconciature di personaggi come Chabal e Michalak, è sempre doveroso chiedersi, esercitando tutto il proprio senso critico, quanto ci sia di spontaneo e quanto sia invece stato pianificato a tavolino degli abili pubblicitari delle varie Nike, Adidas, eccetera.

ledesmaAltre spigolature in chiusura dei Mondiali. L’Equipe ha selezionato il suo XV ideale, che è così composto: estremo Percy Montgomery (Saf, Perpignan), ali Paul Sackey (Ing, Wasps) e Bryan Habana (Saf, Blue Bulls), centri Stirling Mortlock (Aus, Brumbies) e Luke McAlister (Nz, Blues), apertura Juan Martin Hernandez (Arg, Stade Français), mediano di mischia Fourie Du Preez (Saf, Blue Bulls), terza centro Finau Maka (Ton, Toulouse), flanker Juan Smith (Saf, Cheetahs) e Schalk Burger (Saf, Stormers), seconde linee Victor Matfield (Saf, Toulon) e Simon Shaw (Ing, Wasps), piloni Martin Scelzo (Arg, Clermont-Auvergne) e Andrew Sheridan (Ing, Sale), tallonatore Mario Ledesma (Arg, Clermont-Auvergne - nella foto).

Come al solito, dopo ogni Mondiale, si apre il dibattito su eventuali nuove regole da adottare. Si riparla oggi di ridurre il peso dei drop: John Kirwan lancia la proposta di assegnare un solo punto al calcio di rimbalzo, come nel League. Ha detto l’ex tecnico azzurro: “Il drop comincia ad avere troppa importanza a spese del gioco, come è stato dimostrato nella semifinale fra Inghilterra e Francia, in cui entrambe hanno cercato ripetutamente di segnare in questo modo. Ma la gente vuole vedere il gioco aperto, vuole lo spettacolo. Se il drop valesse un solo punto, verrebbe utilizzato come arma vincente in caso di parità, come nel rugby a XIII, senza levare nulla allo spirito offensivo delle squadre in campo”.

Se devo scegliere un momento da ricordare di questa World Cup, direi la splendida accelerazione con cui un carneade assoluto come lo statunitense Takudzwa Ngwenya si fuma Brian Habana (e hanno avuto il coraggio di votarlo rugbista dell’anno! …uno che non sa fare altro che correre veloce). Ngwenya, che si sta laureando in radiologia a Dallas, è nativo dello Zimbabwe ed un grande tifoso degli Springboks.

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One Response to “Mondiali ricchi di sorprese ma bruttini. Il XV dell’Equipe. Kirwan vuole il drop da un punto. Vola Ngwenya”

  1. m.map Says:

    questa storia della riduzione del valore del drop goal ogni tanto rispunta fuori. anche sul forum di rugby.it. non so le motivazioni che hanno spinto kirwan a fare tale proposta, ma posso intuire quelle degli australiani che beccarono almeno un paio di drop da steyn nel tri-nations di quest’anno. però, analizziamo un poco le cose: il calcio di punizione vale tre punti, come il drop, ma viene battuto col pallone fermo e impiegando tutto il tempo che si vuole (più o meno, non certo 80 minuti!). il drop va fatto al volo. allora perché, visto che è più difficile da realizzare, non portarlo a quattro punti? e in ogni caso, a decidere sarà l’IRB, quindi… buon rugby a tutti
    mauri

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