Intervista a Lucas Borges, neo-Benetton. “Gruppo forte, concretezza ed Hernandez le armi dei Pumas”

il-diario-dei-mondiali.jpgI Pumas stanno incantando la Francia e il mondo del rugby con il loro gioco spietatamente concreto, con le loro brillanti individualità (Hernandez su tutti) e soprattutto con l’intensità fisica e mentale che sanno mettere in campo. Chiedere a Francia e Irlanda, che ne hanno già fatto le spese ai Mondiali. Nessuno è squadra quanto loro, nessuno sa dare sul terreno quanto i biancocelesti: è quel che si chiama, in spagnolo, “la garra de los Pumas”, cioè l’artiglio, ma anche la voglia, la fame, la determinazione.

Al Parco dei Principi, dopo la splendida partita contro l’Irlanda, gli argentini sono arrivati in sala-stampa cantando a squarciagola e battendo sui tavoli, sorridenti, accompagnati dai figli piccoli: un baccano divertentissimo e contagioso. Impossibile non prenderli in simpatia. Fra le stazze dei vari Ledesma, Longo, Albacete, anche le due ali formato mignon (ma velocissime) Horacio Agulla, appena ventenne, e Lucas Borges, classe 1980, appena ingaggiato dal Benetton Treviso per la stagione 2007-2008. Abbiamo fatto due chiacchiere con Borges, cresciuto nel Pucarà di Buenos Aires, autore di tre mete alla World Cup, una delle quali proprio contro l’Irlanda.

lucas borgesL’Argentina ha vinto il girone più difficile dei Mondiali. Che cosa avete avuto in più rispetto agli avversari? “Giochiamo un rugby molto pratico, molto concreto. Il nostro gioco è basato sugli avanti, loro fanno un gran lavoro e poi noi dietro cerchiamo di realizzare ogni occasione a disposizione. L’altro fattore a fare la differenza per noi è Hernandez: è un grande giocatore, l’ha già dimostrato nello Stade Français e continua a dimostrarlo in questa World Cup. Inoltre siamo una squadra molto unita, un gruppo forte, che ha voglia di vincere e di emergere”.

Ti aspettavi di giocare i Mondiali da titolare? “Ci speravo e ci credevo, non posso dire che sia una vera sorpresa per me. Ero in corsa per il posto e ho dato il massimo per poter essere titolare. E’ anche una rivincita rispetto alle delusione dell’ultima stagione allo Stade Français, nella quale non ho trovato spazio per giocare e non ho avuto fiducia. Così come i miei compagni, voglio dimostrare qui di essere un giocatore di buon livello”.

lucas borgesGiocherai la prossima stagione nel Benetton Treviso, cosa ti attendi da questa nuova esperienza? “Sono contento di andare a giocare a Treviso, di cui ho sentito parlare molto bene. Mi sono informato con Gonzale Canale e Sergio Parisse e loro mi hanno confermato che era una buona scelta per la mia carriera. Sarà un campionato nuovo, tutto da scoprire. Ho voglia di ricominciare dopo l’esperienza chiusa con lo Stade”.

Dove può arrivare l’Argentina? “Fin dall’inizio ci siamo detti che non dovevamo porci degli obiettivi particolari e che invece dovevamo guardare di volta in volta alla prossima partita. Continueremo a fare così. E’ stato importante battere l’Irlanda, con cui avevamo come un conto in sospeso dall’ultimo Mondiale e anche dal test-match del 2004 (gli irlandesi vinsero con un drop di O’Gara allo scadere, ndr). Al Parco dei Principi il pubblico era in maggioranza per loro, è stato bello sentire il tifo argentino crescere sempre di più: a noi piace sentire l’affetto della nostra gente, ci carica molto. La Scozia? Forse siamo fisicamente più forti di loro, ma sarà sicuramente un avversario molto difficile”.

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