La World Cup secondo Franco Smith. “All Blacks più forti di sempre, Springboks imprevedibili”
Che Mondiali saranno? L’abbiamo chiesto a Franco Smith (nella foto assieme a Craig Green e Luciano Benetton), ex Springbok e neoallenatore del Benetton Treviso. Secondo il tecnico sudafricano gli All Blacks sono decisamente i favoriti.
“Loro sono sempre stati i favoriti, ma il fatto che abbiano vinto solo una volta dimostra quanto difficile sia una manifestazione come la World Cup. In ogni caso mi sembra che questa volta siano decisamente un gradino sopra gli altri: hanno trovato in Dan Carter il giocatore che dà stabilità al gioco della squadra, che sa compiere le scelte giuste. McCaw allo stesso tempo è un gran leader della mischia e il gruppo nel complesso ha esperienza, oltre a qualità”.
La Francia? “E’ decisamente la prima delle favorite, dopo gli All Blacks. Però mi interessa vedere che tipo di difesa adotteranno per contrastare i neozelandesi, sarà quella la chiave della eventuale finale”.
Gli Springboks? “Non arriviamo ai Mondiali nelle migliori condizioni, ci sono molti dubbi da risolvere riguardo la formazione ma il bello degli Springboks è che con loro “mai dire mai”. Possono perdere con brutti punteggi e sette giorni dopo fare una gran partita e una grande vittoria. L’hanno dimostrato anche nel Tri Nations e nelle partite di avvicinamento alla World Cup. Quindi possono sempre essere la sorpresa della World Cup”.
Le altre? “Australia, Inghilterra e Irlanda sono le uniche che potenzialmente possono raggiungere la finale, ma in questo momento le vedo un po’ lontane rispetto a Nuova Zelanda e Francia”.
Quali saranno le novità nel gioco che vedremo nei prossimi Mondiali? “Credo che negli ultimi anni di nuovo si sia visto soprattutto l’efficacia degli All Blacks, appunto attraverso McCaw, nei punti di incontro, anche se questa può variare di volta in volta in base alla severità degli arbitri in questa fase di gioco. Forse alla World Cup vedremo qualcosa di nuovo in termini di difesa. Dopo la “rush defence” e la difesa scivolata forse è il momento di inventare qualcosa di diverso”.