Prima World Cup e la storica sfida agli All Blacks. L’avventura mondiale dei “Lupi” del Portogallo

portogallo rugbyNon vinceranno i Mondiali, anzi molto probabilmente prenderanno solo che delle belle batoste, ma intanto i “Lobos”, i Lupi, del Portogallo sono la novità della World Cup 2007, che affrontano con entusiasmo e ottimismo. La Nazionale lusitana, in Veneto nei scorsi giorni in occasione dell’amichevole con il Giappone, ha bruciato il favorito Uruguay nella corsa alla qualificazione, spuntandola per un solo punto di differenza nell’esito del doppio confronto. Ora il Portogallo, che conta circa 4000 tesserati e una cinquantina di club (la metà del movimento del Triveneto…) affronta per la prima volta i Mondiali e soprattutto un match storico contro gli All Blacks.

Il manager del Portogallo, Rui Alvares, presenta così le aspettative della sua squadra. “La nostra è una formazione composta da ragazzi che lavorano oppure frequentano l’università, con l’eccezione del pilone Andrè Silva, che è professionista in Francia (gioca nel Nimes, ndr). Altri due ragazzi hanno esperienza del rugby francese, le seconde linee David Penalva (a Blagnac, in Fédérale 1) e Gonçalo Uva, che è studente rugby portogalloErasmus a Montpellier. L’obiettivo della nostra stagione era raggiungere la qualificazione, essere alla Coppa del Mondo è già un grande onore. Abbiamo disputato una serie di test con l’obiettivo di farci un’idea realistica del rugby che andremo ad affrontare, considerato che finora ci siamo sempre confrontati con le squadre europee di secondo livello”.

All’orizzonte una partita impossibile come quella contro gli All Blacks. “Sappiamo benissimo che si tratta di un match proibitivo, siamo ventunesimi nel ranking Irb (dietro a squadre che non andranno ai Mondiali come Spagna e Russia) e loro sono i primi. Non ci concentreremo sul risultato quanto sulla qualità della nostra prestazione, questo sarà lo spirito di tutte le nostre partite. Potremmo perdere 100 a 0 ma uscire soddisfatti se la nostra prova è stata migliore della precedente, se ci siamo avvicinati di un piccolo passo alle squadre più forti”.

Tutte le speranze di successo sono invece legate alla sfida con la Romania. “Scozia e Italia sono fuori portata, non siamo abituati a giocare a quel livello. I romeni sono i più vicini a noi nel ranking, con loro ci confrontiamo regolarmente in Coppa Europa e quindi le nostre possibilità di vincere una partita sono concentrate su quella sfida”.

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