Sud Africa, nel 2008 la rivoluzione. De Villiers in panchina, simbolo “springbok” in pensione
By elvis. Filed in Storie di rugby, Uncategorized |
Il rugby sudafricano è ancora una volta nella bufera. I rapporti tra i vertici della Federazione ed il governo continuano ad essere tesi: il rugby resta uno sport troppo “bianco” per il Sud Africa del terzo millennio. Passata la Coppa del Mondo, scoppierà una rivoluzione annunciata. Non solo perchè tutti i migliori giocatori sono ormai in fuga verso l’Europa, a caccia di contratti (Matfield a Toulon ha firmato per 400 mila euro, Skinstad è in trattativa con Biarritz e Perpignan per 15 mila euro mensili, ma una buona seconda linea di Currie Cup costa solo 3.000 euro al mese, molto meno di australiani e neozelandesi).
Jake White, indipendentemente dai risultati della World Cup, sarà sostituito da Peter De Villiers, primo allenatore di colore della storia, ex tecnico dell’under 19 e dell’under 21 (campione del mondo nel 2005 - nella foto sotto) ed attualmente alla guida degli Emerging Springboks che hanno appena vinto la Nations Cup in Romania. Al fianco di De Villiers potrebbe essere come assistente l’ex capitano - bianco - Rassie Erasmus, in procinto di guidare gli Stormers nel 2008 dopo aver allenato i Cheetahs di Franco Smith.
Lo stesso simbolo dell’antilope, lo “springbokke” poi inglesizzato in “springbok”, retaggio dell’era in cui il rugby era uno dei baluardi degli afrikaners, sta per andare in pensione a favore del fiore di Protea che già compare sulla maglia verde-oro.
La stessa politica delle “quote” sta per approdare anche nella Nazionale sudafricana. Il governo vuole una squadra composta da almeno otto, ma forse fino a dieci, giocatori di colore e meticci. “Il solo modo di “africanizzare” uno sport che è stato monopolio dei bianchi per più di un secolo è introdurre misure radicali”, hanno detto i responsabili del Ministero dello Sport. Decisioni che sembrano avere accellerato l’esodo di giocatori sudafricani verso i campionati europei. Resta da capire come la prenderanno il pubblico, per lo più composto da bianchi, chiamato a tifare per una Nazionale privo dello storico simbolo degli Springbok e dei suoi migliori giocatori. Peraltro fu lo stesso Nelson Mandela a difendere l’antilope quando il rugby fu riammesso, nel ‘92, nello scacchiere internazionale, dopo un embargo sportivo che durava dal 1977. La Federazione sudafricana ha affermato che lo springbok continuerà a comparire sulla maglia, anche se non più come simbolo ufficiale.


