Mirco Bergamasco, la consacrazione del 2006 e i sogni del 2007

By elvis. Filed in Giocatori cult, Storie di rugby  |  
TOP del.icio.us digg

mirco bergamascoIl 2006 è stato decisamente il suo anno. Mirco Bergamasco è esploso nello Stade Français e nell’Italia, imponendosi come un centro di levatura internazionale e come uno dei migliori giocatori in assoluto dello scorso Sei Nazioni. A Parigi è ormai uno di quelli che contano, per di più in una squadra che è una autentica “All Stars” di talenti e che propone una concorrenza spietata per la maglia da titolare. La rivista “Rugbyhebdo”, che ogni settimana compila le pagelle delle partite francesi, ha tirato le somme dopo la prima parte del torneo e sulla base dei voti i migliori centri sono risultati Yannick Jauzion del Tolosa e proprio il nostro Mirco. Saranno riconoscimenti che magari si dimenticano in fretta, mica male però per un italiano chiamato a dimostrare il suo valore nel campionato più duro d’Europa, assieme a quello inglese.

“In effetti il 2006 mi ha regalato un sacco di belle soddisfazioni personali”, spiega il minore dei fratelli Bergamasco al telefono da Parigi, “per il 2007 mi aspetto però che ai risultati individuali si aggiungano i risultati collettivi. Non ho mai vinto uno scudetto a livello seniores e spero sia la volta buona con lo Stade Français. Poi c’è il sogno dell’Heineken Cup, e vorrei cominciare a vincere anche con la maglia dell’Italia. I complimenti non bastano più”.

Cosa c’è dietro l’ottima annata del 2006?
“Le prime due stagioni in Francia sono state durissime, la prima per difficoltà di ambientamento, anche perché ero molto giovane, la seconda per gli infortuni. Poi è stata decisiva la fiducia che mi hanno dato gli allenatori, sia Galthié nello Stade che Berbizier in Nazionale. Finalmente ho potuto giocare nel ruolo di centro con continuità, fare esperienza, colmare le mie lacune. Ho lavorato molto per conto mio, ma è solo in partita che si acquisiscono certi automatismi”.

Sei Nazioni e Mondiali, l’Italia riuscirà finalmente a fare il salto di qualità?
“Cresciamo costantemente, i test di novembre hanno dimostrato che non ci manca nulla se non il risultato. L’obiettivo è raggiungere i quarti ai Mondiali, anche il Sei Nazioni sarà giocato con l’idea di trovare il migliore assetto in funzione di settembre. Il girone è più facile che in passato, ma è meglio non pensare in questi termini. Certo la qualificazione sarebbe un risultato storico, che farebbe bene a tutto il movimento del rugby”.

mirco bergamasco stade françaisContinua a seguire il campionato italiano?
“Mi fa piacere che Padova sia tornata competitiva, anche se il mio addio al Petrarca non è stato proprio indolore. Credo che Treviso, pur avendo cambiato molto, continui ad essere favorito per lo scudetto assieme al Calvisano, che per tradizione esce nel finale di stagione”.

Con Mauro siete stati i primi rugbisti a curare l’immagine in modo professionale. Avete un ufficio-stampa e un sito internet personale. Come vivete questa dimensione “pubblica” di giocatori?
“Il nostro sport è cambiato, e continua ad evolversi rapidamente. Ormai il marketing fa parte del rugby, almeno di quello di alto livello, e le molte iniziative del presidente dello Stade, Max Guazzini, dimostrano che è giusto ragionare con questa mentalità. L’importante è far parlare del nostro sport, farlo crescere in popolarità. Anche il nostro sito nasce per parlare e far parlare di rugby, per avere un rapporto diretto con i nostri tifosi”.

E poi c’è questo calendario senza veli che fa molto discutere.
“All’inizio spogliarsi di fronte ad un fotografo era un po’ imbarazzante, ora alla quarta esperienza è diventata una divertente abitudine. Oltre ad una grande pubblicità allo Stade Français e al rugby, un risultato il calendario l’ha già ottenuto di certo, ed è che molte più donne vengono a vedere le nostre partite. Fa piacere quando guardi in tribuna, ed anche all’uscita degli spogliatoi”.

Articolo pubblicato nel Corriere del Veneto del 5 gennaio 2007.

Leave a Reply