John Jeffrey, “the White Shark”

By elvis. Filed in Giocatori cult, Storie di rugby  |  
TOP del.icio.us digg

john jeffrey the white sharkAll’apparenza non aveva doti fisiche mostruose, e probabilmente nel rugby muscolare di oggi farebbe fatica ad emergere. Ma John Jeffrey, JJ per i compagni di squadra, “lo Squalo Bianco” per il grande pubblico (a causa dei capelli biondissimi, quasi albini), è stato un flanker straordinario: instancabile portatore di palla, presente sempre nel cuore dell’azione difensiva e offensiva, autore molte spesso di mete decisive con la maglia della Scozia.

Jeffrey ha giocato 40 partite per la Nazionale del Cardo fra il 1984 e il 1991, segnando 11 mete e vincendo il Grande Slam nel Cinque Nazioni del 1990. E’ stato Lion nel tour in Australia nel 1989. Nato dei Borders, classe 1959, è stato anche uno dei giocatori più amati dal pubblico scozzese.

john jeffrey the white sharkJeffrey aveva un caratterino un po’ particolare. Prese a calci la Calcutta Cup in compagnia dell’inglese Dean Richards (si dice che i due quella notte non fossero perfettamente sobri) nel corso dei festeggiamenti per la vittoria del 1988, causando 1000 sterline di danni al prezioso trofeo. Nel 2004 ha dovuto affrontare una commissione d’inchiesta della Federazione Scozzese, dopo avere apostrofato come “frog” l’arbitro francese di Italia-Scozia under 21 a Biella. Attualmente ha dato le dimissioni dalla SRU ed è nel comitato di selezione dei Barbarians.

Nell’89 il neozelandese Sean Lineen fu selezionato per la Scozia grazie ad un nonno di Stornoway, dell’isola di Lewis. Jeffrey e l’inseparabile compagno di squadra Finlay Calder spiegarono a Lineen che in quell’isola parlavano solo gaelico e che avrebbe dovuto imparare qualche frase per impressionare i locali. Quindi appena giunto in visita a Stornoway, Lineen salutò i sostenitori e i giornalisti che l’attendevano con un sonante “Pòg m’hone!”. Jeffrey gli aveva detto che significava “this is a lovely island and I’m really looking forward to meeting everyone”. Ma Lineen fu sorpreso dal silenzio glaciale e dalle occhiate suscitate dalla sua esclamazione. In effetti significava “kiss my arse”.

Nel video una commovente esecuzione di “Flower of Scotland” prima di Scozia-Inghilterra del 1990, decisivo per il Grande Slam. Gli scozzesi vinsero 13-7. Quando Murrayfield era il vecchio Murrayfield, ed i giocatori erano un po’ meno clonati e muscolosi. E che belle erano quelle magliette, rispetto a quelle di oggi… Dopo l’inno si sente la voce di Bill McLaren, con l’inconfondibile accento scozzese.

YouTube Preview Image

2 comments to “John Jeffrey, “the White Shark””

  1. Comment by antonio:

    è stato un grande giocatore, magari ci fosse uno come lui nella scozia di adesso! per non parlare in generale delle terze linee di oggi, grosse il doppio di lui, dovrebbero imparare qualcosa dal suo spirito e mentalità di gioco .

  2. Comment by elvis:

    Concordo Antonio. Grande tecnica, infaticabile sostegno

Leave a Reply