“Schinca” (anche “schivanea”)
In italiano si dice banalmente “finta” o “cambio di passo”. In inglese side-step. I francesi, più romantici, a volte lo chiamano pas de dance. Nel rugby veneto, però, si dice schinca, o qualche volta schivanea (con l’accento sulla e, of course). Bella parola, quasi onomatopeica, che rende proprio l’idea del movimento dell’attaccante. Gambe flesse impercettibilmente, torso e spalle che ingannano il difensore, scatto laterale.
Ricordiamo che “schinca” è stato anche il soprannome di alcuni giocatori specializzati nel gesto. “Schinca” (o anche “pua”) era chiamato Stefano Bettarello, ma Schinca è soprattutto Massimo Brunello, ex trequarti del Rovigo e otto volte della Nazionale (nella foto, da allenatore del Badia). Ancora si ricordano le schinche di Brunello nel contrattacco decisivo della prima finale dei playoff, nel 1988 a Roma contro il Benetton. La meta alla fine la segnò Ravanelli, finì 9-7 per Rovigo.