Scanavacca da record. “Da Naas Botha i segreti del calcio”

By elvis. Filed in Storie di rugby, Uncategorized  |  
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Andrea ScanavaccaIl record era nell’aria già  da un pezzo, ma Andrea Scanavacca ha voluto fare le cose per bene. Per raggiungere il primato di miglior marcatore all-time del campionato italiano “Pepe” ha scelto il giorno di Pasqua e una partita di cartello, in cui i suoi 23 punti al piede sono risultati decisivi. Il Calvisano batte il Carrera 33-30 a tempo già  scaduto proprio grazie ad un calcio piazzato del rodigino, autore dalla piazzola di un 8 su 9 quasi perfetto. I lombardi restano così ad un solo punto dal Benetton capolista, mentre il Petrarca si ritrova dopo la sbandata di Parma ma deve battere un Catania disperato per rintuzzare la rincorsa di Overmach e Gran per un posto nei playoff.

Scavalcando i 3206 di un altro rodigino, Stefano Bettarello, Scanavacca raggiunge quota 3212 punti in campionato, fra i quali 2856 firmati nelle 14 stagioni disputate con la maglia dei “bersaglieri” di Rovigo fra il 1991 e il 2006 e 225 in forza alla Roma (stagione 2000-2001). Il resto è bottino di quest’anno, con Calvisano. L’esordio in serie A dell’apertura data 2 febbraio ‘92, in occasione di un Tarvisium-Rovigo 16-36. “E’ stata una Pasqua davvero speciale, che ricorderò a lungo”, spiega “Pepe”, “la vittoria, il premio di man of the match, il record: non potevo chiedere di più. Dedico questa gioia a chi mi sta più vicino, cioè i miei genitori, i miei fratelli, la mia ragazza. Poi penso a Rovigo. Ho avuto la fortuna di nascere e crescere in una città  che vive per il rugby e mi hanno fatto molto piacere le telefonate di complimenti ricevute da tifosi e ex compagni in rossoblù. Il record è una grande soddisfazione, non è un riconoscimento passeggero ma qualcosa destinato a restare a lungo. Si tratta anche del premio per tutti i sacrifici compiuti nella mia carriera, anche per i momenti difficili che ho dovuto superare stringendo i denti”.

Naas BothaA Rovigo il giovane Scanavacca ebbe modo di conoscere Naas Botha (nella foto a fianco), una delle più forti aperture sudafricane di sempre: “Botha è stato per me un importante punto di riferimento. Ci allenavamo insieme nei calci e da lui ho imparato molti segreti preziosi. Bettarello l’ho incontrato da avversario, è stato un grande giocatore, capace di ottenere riconoscimenti internazionali di prestigio”.

Carriera strana, quella di Scanavacca. Da sempre fra i più prolifici marcatori del campionato nostrano, precisissimo nei calci dalla piazzola, il numero 10 rodigino è sempre stato ignorato dagli allenatori della Nazionale. E quando è arrivata la convocazione, spesso ci si sono messi di mezzo gli infortuni. Solo con l’arrivo di Pierre Berbizier (e la “raccomandazione” del concittadino Checchinato, manager azzurro), si sono aperte le porte dell’Italia per Scanavacca, autore di due buone partite nello scorso Sei Nazioni. Ora, con i Mondiali di settembre all’orizzonte, la Nazionale rappresenta la priorità per il rodigino, che ormai a 33 anni non avrà  molte altre chance a disposizione per essere protagonista in maglia azzurra. “In ordine di tempo prima di tutto viene il campionato”, commenta, “con Calvisano abbiamo il dovere di provare fino in fondo a vincere lo scudetto, un traguardo che mi manca e che ho sempre sognato. Poi personalmente il mio pensiero è per la Coppa del Mondo in Francia. Voglio andarci e voglio tornare a giocare titolare ed essere protagonista, farò il massimo per raggiungere questo obiettivo”.

Corriere del Veneto, 10 aprile 2007

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